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Roma è l’emblema dello statalismo e del suo fallimento.

Con il suo degrado è la rappresentazione plastica del fallimento della gestione pubblica diretta dei servizi locali.

Il Comune e le sue Municipalizzate ATAC e AMA gestiscono da decenni, in regime di monopolio, il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti con i pessimi risultati che i romani ben conoscono. I servizi forniti sono completamente insufficienti, quando non inesistenti, e i loro bilanci da società fallite sono tenuti in piedi dalla fiscalità generale.

Pochi servizi e troppe tasse, necessarie per mantenere in piedi carrozzoni che sono solo stipendifici, tenuti in piedi per alimentare le clientele e le promesse del “posto fisso” fatte – ad ogni tornata elettorale – dai politici statalisti di ogni colore.

LIBERISTI ITALIANI con il suo programma propone una ricetta che rivoluziona il paradigma amministrativo della gestione dei servizi pubblici a Roma; una ricetta, peraltro, estendibile a tutta la nazione: basta con il “Comune-imprenditore”, per di più monopolista!

La filosofia di base della nostra proposta di governo della città di Roma è la chiusura di tutte le attività autoreferenziali che poco – o nulla – hanno a che fare con quei servizi essenziali che un’amministrazione dovrebbe garantire, e che oggi, nella presunzione che il comune-imprenditore debba occuparsi di tutto, Roma Capitale non garantisce affatto.

Il punto centrale del nostro programma prevede la chiusura dei contratti di servizio con tutte le società municipalizzate di proprietà del Comune di Roma, a partire da ATAC e AMA, per fare gare ad evidenza pubblica, mettendo al centro il merito e l’efficienza.

Il comune di Roma è un imprenditore che purtroppo ha fallito, che ha prodotto un debito mostruoso, e che non ha garantito nessun servizio degno di questo nome ai cittadini romani, ai pendolari e ai turisti. Bisogna partire da questa banale constatazione dei fatti, dei numeri e dell’evidenza e voltare pagina.

Questa rivoluzione culturale, che parte da Roma, vuole essere – in prospettiva nazionale – un nuovo modello che segna la fine dello “Stato imprenditore” che riversa tutta la sua inefficienza sui contribuenti!

 

Qualunque ente pubblico, a qualunque livello, si riservi il ruolo di indirizzo e di controllo lasciando la gestione operativa alle libere imprese attraverso un sistema di gare, anche europee ed internazionali, ed alla verifica del mercato. Tutto questo a beneficio dei cittadini romani, dei pendolari e dei turisti.

L’Unione Europea ha più volte chiesto all’Italia un cambiamento in tal senso, con lo scopo evidente di contenere la spesa pubblica e di avvicinarsi agli standard di fornitura dei servizi dei paesi europei più avanzati. Ma tale richiesta è stata sempre disattesa.

La nostra è l’unica strada percorribile. L’alternativa liberale e liberista al modulo amministrativo clientelare e statalista che ha prostrato Roma, riducendola nella condizione assurda che è sotto gli occhi del mondo e che mortifica i romani e l’Italia.

approvato nella Direzione Nazionale del 21 novembre 2022

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