Serve un vaccino per la pandemia fiscale

Serve un vaccino per la pandemia fiscale

Andrea Bernaudo su Libero Economia del 24 luglio 2020

L’Italia è un’inferno fiscale, le aziende italiane scappano e nessun imprenditore dall’estero vuole più venire ad investire. Questa condizione si ripercuote in modo speculare sulla stagnazione del PIL da quasi vent’anni.

Nessuno è riuscito a diminuire l’invadenza dello stato nell’economia, la spesa pubblica e la pressione fiscale. Abbiamo 20 punti di tasse e contributi in più sulla media OCSE per le imprese e un macigno del 50% di pretesa statale sul costo del lavoro. A partire da moltissimi servizi pubblici che, anziché esser messi a gara, ci ostiniamo a far gestire dallo stato e quindi dalla politica, con i conseguenti sprechi, clientelismo e relativi rifinanziamenti e sperpero di denaro pubblico.

All’incredibile incapacità, o non volontà politica, di metter mano al taglio di tutte le società partecipate regionali, comunali, provinciali e di tutti gli enti pubblici dipendenti inutili. Non abbiamo visto nulla: il buco nero del parastato serve alla politica ed è quindi intoccabile.

Adesso il tema diventa dirimente. Il governo annuncia la riforma fiscale senza aver prima ipotizzato un taglio della spesa, anzi mettendo in pratica la teoria del “più stato” con salvataggi e nazionalizzazioni di aziende strafallite e sempre a spese dei contribuenti.

Con quale credibilità pensa di ridurre le tasse?
L’ineffabile governo Conte annuncia la riforma fiscale con una certa faccia tosta, dopo aver stalkerizzato professionisti, imprese e partite iva, mandandole al cassone senza sconti e senza rinvii, condannandole alla chiusura o all’inadempiento. E avendoli perfino insultati con le incredibili affermazioni di 2 viceministri: Castelli “i ristoratori cambino lavoro” e Misiani “le partite iva non stanno peggio degli altri”.

L’unica cosa che questo governo anti-impresa vuole fare è prelevare le tasse direttamente dai conti correnti bancari delle partite iva, mese per mese. La gestapo fiscale italiana è talmente efficiente che è in grado di fare perfino questo. Dicono che vogliono farlo per toglierci l’ansia, incredibile.

Non è questo che serve all’Italia. Dobbiamo mettere sotto il mirino del controllo dei contribuenti la spesa pubblica statale.

Va ribaltato il paradigma statalista. È lo stato che deve rendicontare ai contribuenti. L’Italia deve prendere esempio dai paesi che bolla come paradisi fiscali…

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