RIALZATI ITALIA!

RIALZATI ITALIA!

#coronavirus
le nostre tre proposte operative per uscire fuori dal tunnel

1) – PER ISOLARE I CONTAGIATI E RIAPRIRE AL PIÙ PRESTO IL PAESE:

Liberisti Italiani è stata la prima forza politica a firmare la petizione #fuoridalbuio.

Ci rivolgiamo al Governo affinché estenda immediatamente e in larghissima scala lo screening con i tamponi (a partire dal personale medico e sanitario).

Chiediamo la liberalizzazione immediata di tutti i laboratori di analisi e sinergia tra pubblico e privato (modello Corea del Sud – Singapore – Taiwan) per isolare i contagiati, anche asintomatici e riaprire il Paese.

Infine, chiediamo il tracciamento dei casi infetti attraverso il telefono cellulare con la ricostruzione dei contatti, e il successivo tracciamento di questi ultimi, per eseguire i tamponi e isolare in quarantena infetti e loro contatti (come in Corea del Sud, paese democratico che ha rinunciato temporaneamente al sacrosanto diritto alla privacy per il supremo bene della salute pubblica).

 

2) – PER RIPARTIRE:

a) – azzeramento scadenze, pendenze e cartelle tributarie per il passato (salvo frodi fiscali passate in giudicato): serve un provvedimento deciso che consenta a tutte le attività produttive di rialzarsi e far ripartire il paese con slancio ed entusiasmo;

b) – riduzione drastica del carico fiscale su tutte le attività produttive (ivi incluse le partite IVA) al di sotto della media OCSE con l’introduzione di una “corporate tax” (tassa proporzionale su tutte le attività produttive, incluse le partite iva) al 15% dei ricavi netti (modello Irlanda).

 

3)- PER FINANZIARE LA RIPARTENZA LO STATO DEVE FARE 3 PASSI INDIETRO

Oltre ad auspicabili accordi in sede europea, noi chiediamo:

a) abolizione reddito di cittadinanza

b) la riduzione drastica e vendita delle partecipazioni pubbliche (stato-regione-provincia e comuni);
Lo stato e le sue articolazioni debbono rinunciare al ruolo di gestore e imprenditore e limitarsi al ruolo di regolazione indirizzo e controllo dei soli asset strategici legati alle competenze essenziali proprie di uno stato liberale;

c) Vendita del patrimonio immobiliare pubblico non di pregio artistico e culturale, quest’ultimo invece valorizzato e messo a profitto attraverso lo strumento della partecipazione pubblico-privato;

d) stop immediato a tutti i salvataggi di stato di aziende decotte;

e) liberalizzazione dei servizi pubblici locali attraverso le gare ad evidenza pubblica;

Per fare questo serve anche il tuo contributo!

SOSTIENICI!