Ranucci non accetta la decisione della Rai e continua a delegittimare i nuovi conduttori Presutti e Piervincenzi
Fermi tutti! L’ineffabile Sigfrido Ranucci ha scoperto la meritocrazia. Peccato che, nella sua singolare concezione del merito, il meritevole è sempre e solo lui. La Rai ha deciso di affidare Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e Ranucci ha reagito definendo la scelta uno «schiaffo alla meritocrazia», sostenendo che i due colleghi vadano bene «per altre cose ma non per Report». È arrivato persino a utilizzare il termine collaborazionisti.
Presutti e Piervincenzi non sono due passanti raccattati davanti a Palazzo Chigi. Giulia Presutti lavora a Report dal 2017, dove ha firmato numerose inchieste su politica e cronaca giudiziaria. È stata finalista del Premio Morrione, ha ricevuto nel 2026 il Premio Giuseppe Fava Giovani per il suo lavoro sulla corruzione e sulla gestione della cosa pubblica in Sicilia e, soprattutto, si è classificata prima nella selezione Rai per giornalisti professionisti. Prima. Ma per il sig. Sigfrido sarebbe uno «schiaffo alla meritocrazia».
Daniele Piervincenzi è un giornalista d’inchiesta eccellente con anni di lavoro sul campo: criminalità, mafie, periferie, Ucraina, Medio Oriente. Nel 2017 Roberto Spada gli spaccò il naso con una testata mentre stava realizzando un’inchiesta a Ostia sui rapporti tra CasaPound e il clan Spada. Ha ricevuto, tra gli altri, il Premio Borsellino e il Premio Antonio Russo per il giornalismo di guerra. Anche lui vincitore della selezione Rai. E sarebbe uno «schiaffo alla meritocrazia»?
A questo punto sorge una domanda: chi rilascia il certificato di merito necessario per condurre Report? Sigfrido Ranucci? Perché qui si sta confondendo la libertà di stampa con qualcosa che non esiste in nessun ordinamento liberale: il diritto di proprietà su una trasmissione televisiva.
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