Assunzioni nel pubblico e briciole alle imprese

Assunzioni nel pubblico e briciole alle imprese

vince l’assistenzialismo (Andrea Bernaudo su Libero del 22/5/2020)

 

Se il governo avesse voluto davvero risarcire imprenditori e partite iva per aver imposto loro il lockdown più severo del mondo occidentale, aveva difronte una strada più semplice. Bastava prendere i famosi codici ateco che ha utilizzato per chiudere le aziende e risarcirle. Il risarcimento poteva avvenire con due modalità immediate: un finanziamento a fondo perduto direttamente sul conto corrente e una benefica detassazione.

Il taglio del 50% dell’Irap 2020 è l’unica novità positiva del “decreto rilancio”, ma del tutto insufficiente.

Si sarebbe dovuto procedere in tal senso per tutte le scadenze fiscali dell’anno in corso. Sarebbero serviti 3 articoli, quindici pagine.

A cosa servono invece 250 articoli, 450 pagine, bonus a pioggia e migliaia di richiami ad altre leggi?
Al grande inganno. Servono a fiaccare contribuenti e imprese nel tentativo di decifrare l’immondo groviglio statalista.

Per capire il decreto piccoli professionisti, commercianti e artigiani alla canna del gas, per la gran parte dei
quali il taglio dell’Irap non rileva, dovranno pagare almeno 3 professionisti, un avvocato, un commercialista ed un consulente del lavoro. Facile quindi prevedere che ci penseranno mille volte prima di chiedere un centesimo al governo, molto bravo ad incassare, molto meno a risarcire…

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