Claudio Vitali

Claudio Vitali

Claudio Vitali

68 anni, laureato in Ingegneria, felicemente sposato, padre di 3 figli.

Ha maturato le sue prime esperienze lavorative prima nella Toscano Immobiliare Spa e successivamente nella Lips Vago Elettronica Spa facente parte della multinazionale Chubb, poi Racal, che opera nel campo della sicurezza passiva.

Ha operato per circa tre anni come manager per la Balzaretti e Modigliani Spa della multinazionale Saint Gobain distributrice dei marchi Isover e Bituver in Italia. Nel 1989 è passato alla Pica Spa produttrice di laterizi pregiati con il compito di gestire una vasta area con uffici, depositi e una capillare rete di agenti in ogni Provincia.

Non si sente un politico di professione avendo fatto il manager per una vita, ma ha pensato e vissuto sempre, da liberale. Ad un cero punto ha pensato, si è documentato, ha ragionato e ha agito decidendo di fare la sua parte e contribuire a cercare di cambiare direzione alla politica economica, e non solo, di questo Paese. Così è entrato, nel 2011, come simpatizzante nel Partito Liberale Italiano, è poi divenuto Segretario Provinciale di Roma, in seguito è stato Segretario Regionale Lazio e infine Tesoriere del Partito.

E’ conservatore se deve difendere le libertà già acquisite, radical progressista per conquistare nuovi spazi di libertà ancora non raggiunti. Per lui non c’è progresso senza libertà, non c’è crescita senza sfruttamento del progresso, e alla crescita economica deve corrispondere una crescita culturale.

Vede come determinanti per ogni economia liberale: il progresso tecnologico, che produce efficienza, che porta con se produttività e competitività.

È qui tra i Liberisti per condividere attività e progetti liberali e liberisti che possano far voltare pagina, è qui per creare una pietra che cominci a rotolare. Pensa che per guadagnare un futuro migliore bisogna partecipare, informarsi ed assumere le proprie responsabilità in ciò che accade intorno a noi, per noi e per i nostri figli. Ritiene che occorra fare in modo che la fiera dell’inefficienza e degli sprechi volga al termine.

È qui per essere un cittadino libero e non un suddito passivo.